E' che di notte i pensieri si incagliano, si infrangono, tra i flutti dei ricordi lontani e delle supposizioni. Ma solo quelle esatte. Finisce così che ti avvolge un vago senso di inquietudine, di smarrimento; il sentore della notte, con il suoi buoi e quell'odore freddo di distacco e torbine emozioni. Nella notte buoi albeggia più forte l'odore acre della sconfitta. Della disperazione e della sconfitta. Quando la vita sembra inciampare in un destitno imperscrutabile. Avverso. Fa male, vedere come ogni sforzo, ogni palpitazione, ogni briciolo di energia profusa risulti vana.
Penso a quello che doveva essere e non è stato. Ma in fondo non serve un'altra goccia, in questa pozza di ricordi che fanno un male strano. Sono buche vuote in cui s'inciampa e nessuno con cui prendersela. Il solito silenzio a cui sfogare la sconfitta.
La solita notte, ferale e vorace di rancori.
Domani, alle prime luci dell'alba si riapre la caccia alla fortuna...

Quel che è peggio è che uno si chiede come l'indomani troverà quel po' di forza per continuare a fare quello che ha fatto il giorno prima e poi già da tanto tempo, dove troverà la forza per quelle iniziative sceme, quei mille progetti che non arrivano a niente, quei tentativi che abortiscono sempre, e tutti per arrivare a convincersi una volte per tutte che il destino è invincibile, che bisogna sempre ricadere ai piedi della muraglia , ogni sera, sotto l'angoscia dell'indomano, sempre più precario, sempre più sordido.
Forse è anche l'età che sopraggiunge, traditora, e ci annuncia il peggio. Non ha più molta musica in sè, per far ballare la vita, ecco. Tutta la gioventù è andata a morire in capo al mondo, nel silenzio della verità. E devo dire fuori, e ve lo chiedo, quando uno non ha più dentro una quantità sufficiente di delirio? La verità, è un agonia che non finisce mai. La verità di questo mondo è la morte. Bisogna scegliere, morire o mentire. Non ho più potuto uccidermi io.

Celine - Viaggio al termine della notte
Categories: vita

Non sono bravo a capire la vita. Non sono bravo a scegliere le cose, per me, per il mio bene e a tracciare una rotta. Tante volte non sono bravo a capire il bene, che c'è in ogni persone e nelle cose, e nei piccoli accadimenti di ogni giorni, nella semplicità dei piccoli gesti. So solo stringere i denti e lottare e difendermi e anche far del male, graffiare, con le parole e con lo sdegno. Pesante verso gli altri ma smisurato verso me stesso.

Ma io sono (anche) così. 

E non ho niente da insegnare a nessuno, non ho teorie sulla vita, e su come sia più "giusto viverla".  L'unica cosa che so fare è costruire metafore per cercare di spiegarla.
La vita.. incessante e disordinata, fatta di sbagli e sbadigli. Fatta di forze assolute e un unico orizzonte che ci gira attorno. La vita fatta di distanze, destinazioni distrazioni, infinito e mostruoso gorgo che divora lacrime, parole e tempo sprecato.
La vita che impone delle scelte, difficili, dolorose, che seminano dubbi e paure nell'animo. Scelte che avranno conseguenze importanti e che segnano la distanza tra la fatica di ogni giorno, la felicità in un futuro irraggiungibile e i sogni che come tenui luccichii di stelle ci danno la forza di guardare avanti.

...Sa, lui scrive quel quadernetto, ogni giorno, per sapere tutte le cose... Io gli ho detto che la vita... Gli ho detto, quel che di bello c'è nella vita è sempre un segreto... per me è stato così... Le cose che si sanno sono le cose normali, o le cose brutte, ma poi ci sono i segreti, ed è li che si va a nascondere la felicità.. a me è successo così, sempre.. e io dico che lo scoprirà anche lui, diventando grande... Gli passerà questa voglia di sapere...

Alessandro Baricco - Castelli di rabbia

X: Come Stai?

Y: Ciao X. Insomma, non proprio bene. Solito insomma. E tu? Come stai? che fai di bello sto weekend?

X: Sono appena tornata da ... Sono andata a votare.. sto più o meno bene.. a parte la stanchezza assurda.. Sogno una pace, anche mentale, che però non arriva.. e tu?

Y: Pace mentale.. forse arriva quando smetti di combattere.. o quando impari a perdere. Io sono a ... ho passato il mocio, scaldato la cena e asciugato i piatti. sono proprio stanco. non solo nel fisico.

X: Non ti fare travolgere dallo sconforto.. l'importante é custodire dentro di sè curiosità e sogno.. non ti lasciare imbruttire dalle difficoltà. Ti devo davvero prestare il libro saper perdere di cui ti parlavo..

B: E'.. invece mi sento.. Indurito... irrigidito, dalle circostanze. Lo vedo nei miei modi bruschi, nei miei pensieri cattivi.. lo vedo nella solitudine che mi circonda. è un modo come un altro x vivere. O per sopravvivere, forse. Dai ci vediamo presto, un bacio

SMS

 

 

Categories: riflessioni, vita, sms
Una vita e un silenzio, una solitudine, uno sguardo, uno smarrimento e una lacrima, una pioggia odorosa di vento, una stradina di sassi, arbusti e salita, un sogno ad occhi aperti, una canzone colma di rabbia, un colore del tramonto, un La minore e un fa maggiore, una sera di stelle e frescura, un papavero vermiglio nel frumento, un perché racchiuso in un destino che si dipana, un ma e un però, un aquilone nel vento, una maglietta stinta, un manifesto ingiallito e strappato, un quadro impolverato, un dolore affogato, un giorno, un posto del mondo, un posto qualsiasi, una vita, una nuova cicatrice sulla pelle.

Uno/a, uno/o qualsiasi. Un senso di indeterminata incertezza. Che ti fa dubitare del perché delle cose. Che ti fa sentire smarrito e confuso, nei gesti e nelle parole, e nel cuore. Che non sai più chi sei, da dove venivi e chi c'era li con te. E ti sembra di aver perso anche la rotta e non c'è un angolo di mondo che puoi chiamare "casa".
Indeterminato, che non sai più come si fa davvero a essere felici.

Una storia che sappiano io e te, e i ciottoli, e le luminarie, di quell'angolo di "centro". Sul viso ancora il tepore del vino e delle risate di qualche minuto prima. E quelle parole, dette, così, per riempire il silenzio della notte, nei sussurri del via vai dei passanti. Eravamo li, tu con la tua bici e la voce allegra, e io con le mani infilate in tasche, la testa ingombra di pensieri confusi e un dolce tepore nel cuore... E cadeva piano la neve quella notte: fiocchi di seta danzava nell'aria, nella luce fioca delle luminarie, nelle ombre lunghe dei portici, nel passi leggeri dei passanti. Ed io ero li con te, con il mio sorriso di circostanza e la mia indecisione di sempre. Avrei voluto dirtelo, che per me sei una persona molto speciale, che ti stimo molto e che mi piace come sei. Ma forse già te n'eri accorta, forse lo sapevi che per me era così. Non sono poi così bravo a nascondermi. Forse quella sera era il momento giusto e invece di tante parole a vuoto avrei dovuto stare zitto. Ogni tanto leggo qualcosa di te. So che hai una persona al tuo fianco e combatti le tue piccole guerre quotidiane, con la sottile ironia e il tuo sorriso di sempre. Brava, E.
E' che a volte mi chiedo se hai più ripensato a quei momenti, a quella notte fredda e alla neve e a quella strana magia che ci avvolgeva e si posava su di noi, leggera come una carezza e impalpabile come un mistero... Io non credo fosse solo la neve, no, non era solo quella. Per questo rivivo quegli attimi e rivedo il tuo sorriso e i tuoi occhi di allora. E mi par di risentire ancora le  tue parole, un attimo prima di voltarti e scomparire nella notte, portandoti via un pezzo di me.

"Improvvisamente mi misi a fantasticare su una nostra vita normale. Lei arrivava un giorno con la sua valigia e si fermava da me. Avremmo guardato la TV, magari saremmo andati al ristorante. Lei mi avrebbe guardato e io avrei avuto la sensazione di raggiungerla." Un film

"Pare che l'astrologia ci insegni il fatalismo: non sfuggirai al tuo destino! Per me l'astrologia (intendiamoci, l'astrologia come metafora della vita) dice qualcosa di molto   più sottile: non sfuggirai al tema della tua vita! Da ciò deriva, ad esempio, che è una pura   illusione voler iniziare a un certo punto della vita una «nuova vita» che non assomiglia alla precedente, iniziare, come si dice, da zero. La vostra vita sarà sempre fatta dello   stesso materiale, degli stessi mattoni, degli stessi problemi, e ciò che in un primo momento   vi apparirà come una «nuova vita» ben presto si dimostrerà una semplice variazione di quella precedente." Un libro.

On Air: una canzone
Categories: riflessioni, vita
sono monotonia di giorni uguali e grigi
sono un destino dimenticato e da dimenticare
sono il bianco e nero di chi cerca l'assoluto e il vuoto
sono un ricordo del passato, venuto da lontano
sono solitudine che come un masso mi tira a fondo nell'oceano della vita
sono musica concentrica che si dipana e si mescola nell'aria
sono una busta che contiene un destino che non mi appartiene
sono pagine di libri come fossero nuvole nel cielo di primavera
sono un piccolo acquerello e storie di altre vite, scritte a matita su margini ingialliti
sono le parole degli altri, quando si sono smarrite le proprie, nel nero dell'animo
sono la paura di voler bene, di amare
sono due occhi verdi che non potrò mai dimenticare
sono una notte che viene fradicia di pioggia e nostalgia
sono un cammino tortuoso e un abbraccio imbarazzato che sembra non finire mai
sono le lacrime dell'addio, inghiottite e più amare della sconfitta
sono le distanze della vita che tengono lontani i sogni
sono io, che mi mescolo alle cose del mondo ed è la vita stessa, che pian piano svanisce
sono io che provo a trascinare avanti il peso di un esistenza che tante volte mi sembra sbagliata.

Questo già l'avrai ricordato. Però ricorderai altre cose, altri giorni; dovrai ricordarli. Sono giorni lontani, vicini, ricacciati nell'oblio, individuati nel ricordo - incontro fortuito, amore fugace, libertà, rancore, fallimento, volontà - furono e saranno qualcosa di più dei nomi che puoi dar loro: giorni in cui il tuo stesso destino ti inseguirà con un fiuto da segugio, ti troverà, salderà i conti con te, ti rincarnerà con parole e atti, materia complessa, opaca, adiposa connessa con l'altra, l'impalpabile, quella del tuo animo assorbito dalla materia: amore di cotogna fresca, ambizione di unghie che crescono, tedio della calvizia progressiva, malinconia del sole e del deserto, abulia dei piatti sudici, distrazione dei fiumi tropicali, paura delle sciabole e della polvere, delle lenzuola stese al sole, giovinezza dei cavalli neri, vecchiaia della spiaggia abbandonata, incontro della busta e del francobollo straniero, ripugnanza per l'incenso, disturbi provocati dalla nicotina, dolore della terra rossa, tenerezza del patio la sera, spirito di tutti gli oggetti, materia di tutte le anime: taglio netto nella tua memoria, che separa le due metà: oggi si riuniranno: ricorderai la metà che hai lasciato indietro: il destino ti ritroverà..
C. Fuentes

Ma sai che c'è
che se ognuno ha il suo piccolo razzo
io devo aver perso il contatto
e adesso perdonami se
mi è rimasta soltanto
la parte peggiore di me
D. Silvestri

Dal mio quarto piano sull'infinito, nella plausibile intimità della sera che sopraggiunge, a una finestra che dà sull'inizio delle stelle, i miei sogni si muovono come l'accordo di un ritmo, con una distanza rivolta verso viaggi a paesi ignoti, o ipotetici o semplicemente impossibili.
F. Pessoa

Fiori nella tempesta

Categories: vita

But please
you know you're just like me
next time I promise we'll be
Perfect
Perfect

Perfect - Smashing Pumpkins

Tu sei la notte, abbandonata e sola, tra le ultime stelle e le nubi silenziose e scure e la luna. E i tuoi occhi sono ora stanchi e freddi, sono laghi di morte ed erba ingiallita. Un freddo tagliente si spande nell'aria come aroma d'incenso ed un brezza scivola leggero, come manto sul viso dell'oscurità.
Tu sei luce in trasparenza e ombre che si allungano nel passato. Tu sei l'addio di un abbraccio, le ultime lacrime che rigano il viso di un bimbo che decide di diventar grande.
E questa musica molle è un sussurro del cuore. Lagrime amare e i segni della sconfitta, portati via dal vento del destino. Un silenzio assordante che si spande in echi e volute di fumo. Nella testa pensieri confusi e dubbi. Non c'è tempo, solo un filo rosso che segna il presente e che si allunga, appena oltre l'angolo del passato, svanito troppo in fretta, dagli occhi distratti. Un nastro che ci lega al mondo mentre fuori e dentro, nell'animo, imperversa una spaventosa burrasca.

Come un fiore nella tempesta.

Non c'è amore, non c'è odio, non c'è rabbia o passione, ma un cuore grigio, vitreo. E le spalle si fanno curve e le mani stanche, affrante dalla fatica della vita. Dalla fatica di ogni giorno. Si vive di solitudine e rinuncia, negando ogni carezza, ogni affetto. Facile, non guardare in faccia la vita. Facile, come trangugiare un bicchiere colmo di veleno e lasciarsi morire. A poco a poco. Un autarchia, mondo perfetto fatto di specchi incrinati e frammenti di luce. Rimane solo un po' di paura e un odore di un qualcosa, chiuso in se stesso, un qualcosa di sepolcrale. Il resto è nulla, un orizzonte di ricordi destinati a svanire come sogni all'alba, come rugiada al sole.

Addio, o forse soltanto arrivederci, estate.


Fiori nella tempesta

Fiori - Nella tempesta, di Piero Farina 2002.
http://www.etichettaindipendente.com/pierofarina/

Categories: parole
"Soffrirò", pensò.
"Sarà più doloroso di tutte le altre volte. Mi farai male, perchè è nella natura delle cose, di queste cose. Pagherò l'idillio di un momento con la disperazione dell'assenza, perchè te ne andrai lontano, mi dimenticherai e tutto mi sembrerà vano, umiliante, buttato via inutilmente, il ricordo di una nuova cicatrice oscurerà anche questo istante di abbandono e prenderà il sopravvento sui ricordi più belli... Ma non importa. Voglio innamorarmi di te come se dovesse durare per sempre".

Nahui
Pino Cacucci




"So I look in your direction,
But you pay me no attention,
And you know how much I need you
But you never even see me"

Shiver
Coldplay




"Complici e simili da credere alle favole
Coi nostri sogni in gola questa notte sembra fatta per noi...
che non ci guarderemo indietro mai.."
Non ci guarderemo indietro mai
Negrita



"o resterai più semplicemente
dove un attimo vale un altro
senza chiederti come mai"

Verranno a chiederti nel nostro amore
Fabrizio De Andrè




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Castelli di Rabbia
Alessandro Baricco



"Ma lui credeva nelle ferite e si sfiorava,
si toccava nel cuore con la mano nervosa,
guardando le nuvole correre via impazienti da lì,
da quel tetto sospeso sugli uomini..."

Ballando con una sconosciuta
Francesco Guccini

On Air: Love's Circles - Row Powell
Categories: vita
Manco da tanto tempo.
Ho raccolto pensieri, come istantanee di attimi e vita e sensazioni, vissute e sentite sulla pelle. Sono immagini che parlano di me e del tempo che scorre. Della vita che passa e che mi accarezza il viso, a volte come una brezza gentile, altre volte con sferzate violente e fastidiose. Sono ricordi di persone care e di parole e vita. Ci sono stati bei momenti, di gioia e allegria, ma anche di commozione e affetti. C’è stato anche dolore, angoscia e solitudine. A volte la tristezza l’ho intravista nello sguardo delle persone che mi stanno attorno. Persone a cui sono legato e alle quali voglio bene. C’è forse il rammarico di non aver alleviato, almeno per un instante il loro malessere, magari nel modo più genuino e umano: una carezza, un abbraccio. Perché certe volte le parole sono inutili, sono fatte di aria: inconsistenti.
Porto il ricordo di sguardo, che ha rapito il mio, e 2 occhi color dell'ebano, seri e profondi. Due pozzi di indecifrabile malinconia e luce e vento. Una pelle che odora di mare, due mani che avrei voluto stringere e scaldare tra le mie e una vita da proteggere, perché forse troppo fragile. Rimarrai qui, nei miei pensieri e forse anche un po' nel mio cuore, cara E.
Perché in fondo sono sempre io. Sono io, fatto di spigoli e angoli ciechi e bui. E le mie paure, i miei dubbi mi rendono così fragile. Sono le mie reazioni, troppo violente e irrazionali a stonare e a mettermi, spesse volte dalla parte del torto…
Non so trarre un bilancio di questi ultimi mesi. Ho combattuto per qualcosa. A volte ho perso. Altre volte sono state vittorie di Pirro. Ho cercato un senso più grande. L'ho cercato in me. L'ho cercato nel profondo del mio animo. Ho cercato di dare un nome, una definizione, un'etichetta, a ciò che sono... La speranza, l'illusione era quella di poter trovare una soluzione, una nuova via, un nuovo equilibrio, una nuova saggezza. Non so dire davvero chi sono... O forse ho solo paura di ammetterlo a me stesso. E forse, come dice qualcuno, "la vita è molto più vasta di una definizione". Non riesco ancora a trovare le parole giuste che ne delimitino il senso…

Vorrei un viaggio, per nessun dove
Vorrei un cielo, per poter imparare a volare
Vorrei una stella, per quando la notte troppo buia
Vorrei delle parole, per potermi spiegare veramente
Vorrei un mare infinito, per scoprire dove nasce l'orizzonte
Vorrei un po' di coraggio, per cominciare a vivere davvero
Vorrei un colore, per riempire il mondo di sfumature
Vorrei un sogno, da cullare con gli occhi chiusi
Vorrei del calore, per scaldare queste mani infreddolite
Vorrei un sorriso, da donare agli altri
Vorrei una canzone, per dare voce a un'emozione
Vorrei la mia libertà, per essere davvero me stesso
Vorrei delle lacrime sincere, per innaffiare i miei sentimenti
Vorrei un silenzio, da portare nella confusione di tutti i giorni
Vorrei una verità, più forte di mille bugie
Vorrei un po’ di umiltà, per saper ammettere ogni mio difetto
Vorrei una risata che faccia brillare il mio sorriso di luce propria
Vorrei 1000 anni di esperienza per tornare ad essere bambino
Vorrei un universo intero da riempire delle cose belle della vita
Vorrei un bel tramonto, per sapere che infondo è stata una buona giornata

Vorrei la speranza, la forza di credere che almeno uno di questi desideri diventerà realtà...

On Air: Eddie Vedder - Guaranteed
Categories: vita

Non sono qui. Non lo sono mai stato davvero. Perso nella nebbia, nei sussurri della notte. Non sono qui. Lontano da tutto, lontano da me stesso. Racchiuso in un pensiero vuoto, sospeso, distratto, anestetizzato, insensibile, alienato. Ho guardato con occhi assenti passare la vita, passare queste feste senza provare a fermare un istante da conservare nella memoria. Raggomitolato in me stesso, tra la noia e la monotonia di giorni grigi ed eguali, destinati a perdersi e a sparire per sempre. Ne gioia ne dolore a scuotere la mia anima dal suo polveroso torpore. Ne musica o parole: solo silenzio e vuoto. Come se ogni cosa dentro me fosse immobile, immutabile, congelata: uno scivolare verso una perdita di coscienza, dove ogni barlume di pensiero si dissolve lasciando il vuoto. Uno stato di coma vigile, un sonno senza sogni. Sospeso in un limbo, aspetto, ormai senza più illusioni, senza vere aspettative. Per ora ho smesso di osservare e mi limito a guardare, senza prestare davvero attenzione. Sono qui o forse in nessun lungo. Sono tra la mia vita e queste mani magre e scarne, e questi occhi verde scuro, che incerti e dubbiosi sono in attesa di scorgere la luce del giorno. Sono in attesa di un sogno che mi rapisca, che dia un senso a ciò che sono. Sono in attesa di uno sguardo che dolcemente si posi sul mio, che mi aiuti a discernere meglio, tra luce ed ombra tra il bianco e il nero di questo mondo. Sto aspettando un altro cuore, che accolga il pulsare regolare del mio e di una mente che voglia serbare le mie parole, i miei pensieri. Sono in attesa di un'altra mano che suoni, assieme alla mia, una melodia nuova, nella tastiera della vita.

That there
That's not me
I go
Where I please
I walk through walls
I float down the Liffey
I'm not here
This isn't happening
I'm not here
I'm not here

In a little while
I'll be gone
The moment's already passed
Yeah it's gone
And I'm not here
This isn't happening
I'm not here
I'm not here

Strobe lights and blown speakers
Fireworks and hurricanes
I'm not here
This isn't happening
I'm not here
I'm not here



On Air: Radiohead - How To Disappear Completely
Categories: vita

non mi fido di nessuno
sono rose e crisantemi
suono e canto la mia libertà
sono triste suono piano
sono in forma canto forte
così affronto alla mia sorte

Sento addosso un freddo pungente, stasera. Sento le trame cupe della notte frusciare nel silenzio ed adombrare le candide stelle. Sento il peso dell'autunno, avvolgere l'aria nel suo drappo di foglie rosse e gialle, ricoprire il cielo e ammantare i miei pensieri. I colori grevi e indefiniti di questi giorni lasciano uno strascico di grigiore che mi porto appresso da un po'. Pensieri che si accavallano e si rincorrono, tra luci della città, nel via vai dei passanti, sui vetri appannati di un autobus.
Mai come ora mi sento davvero bianco e nero, luce ed ombra. Nella luce del giorno rincorro mille cose, mille pensieri, mille affanni. Ma è nella notte, nelle sonorità rarefatto e quasi mistica  di certa musica (on air) che sento dischiudersi in me un universo placido di silenzio e stelle, dove lasciar fluire sensazioni nuove e profonde.
E' nel grembo della notte che ritrovo davvero me stesso, e scorgo il lato oscuro della luna, dando voce al mio essere interiore. Nascono così immagini, affiorano emozioni e si dipinge un mondo, fatto di tinte fosche e di tonalità bluastre, cianotiche. E allora non basta pensare, non serve parlare, perché quello che sento non si può descrivere, è un sentimento conficcato troppo in fondo, troppo in basso. Non c'è abbastanza luce, i miei occhi non vedono, non riesco a distinguere con chiarezza i contorni: è una materia dalla consistenza quasi eterea. Posso solo sfiorarla con le dita: è il pulsare irregolare di un dolore, che abita la mia anima. E' in questi momenti che provo un brivido di paura. Sento allora il bisogno di sedere al pianoforte e di sfiorarne i tasti, lucenti, freddi e levigati. Nella loro regolarità e prevedibilità mi sembra quasi di trovare un ordine nuovo, nelle cose e nelle idee. Un sospiro profondo, sospeso nel tempo e poi lascio cadere la mani sulla tastiera. Il contatto è in immediato lampo di luce azzurra, è un profondo e penetrante accordo che si spande nell'aria, come odore d'incenso. Lo lascio disperdersi nel silenzio che torna dopo pochi istanti. Socchiudo appena gli occhi e mi abbandono definitivamente nella musica. Sono pennellate rapide di colore, sono foglie sparse nel vento, sono onde increspate di oceano-mare, sono nuvole candide, barocche, sono le costellazioni del cielo, sono fili d'erba che dischiudono un orizzonte infinito. Sono dita sinuose, tra passato e presente, tra definito e indefinito, tra sogno e realtà. E' la mia musica, malinconica e profonda, è il bianco e il nero che mi porto dentro. E' una melodia lenta e soffocata, triste. Rincorro ampi sospiri di silenzio e caos e dissonanze. Suono un tempo indefinito, un pulsare ritmico. Le mani vanno sospinte da un vento impetuoso ora, sferzate violente in un crescendo di lirismo e violenza. Torna poi il silenzio, la calma, il tramonto si spande nel cielo. Torna la quiete. Nelle mani, nella testa e nell'aria. Ma soprattutto nel cuore. E' un dolore, quello che avverto in quei momenti. E' il mio dolore, che prende forma. E' il mio essere incompleto, trasfigurato in musica.



On Air: Radiohead - Street Spirit
Categories: vita
In sottofondo sto ascoltando una canzone di qualche anno fa, che è riaffiorata alla memoria in un surrurro di parole e senza che me ne rendessi conto stavo già canticchiando il ritornello...

Se non è vero che hai paura
non è vero che ti senti
solo non è vero che fa freddo
allora perché tremi in questo agosto?  

E' riemersa così, dai ricordi, portata dalla marea dei pensieri, proveniente da chissà quale lontano mondo, al di là dell'orizzonte della coscienza.  Che sensazione inconsueta, essere di nuovo qui, in questo spazio bianco e nero, a scrivere, a parlare di me. Torno a fare i conti com me stesso. Per troppo tempo ho lasciato i pensieri in sospeso, accantonati e in penombra, mentre rincorrevo 1000 cose da fare, perso nella frenesia che ha caratterizzato questi ultimi mesi. E per comodìtà, o forse pigrizia e un po' di paura ho distolto lo sguardo da tante cose; anche da me stesso. Ho confuso nel fracasso quotidiano i miei pensieri, le mie sensazioni, mescolandole a mille altre cianfusaglie con cui riempire la testa e distarsi, alzando il volume della musica, della televisione, delle parole inutili pronunciate perchè spesso il silenzio fa paura. Ora le cose sono un po' cambiate.  Sto cercando di capire il mio stato d'animo di questi giorni, ma davvero non trovo le parole per decifrare lo strascico di malinconia che mi accompagna. Nell'aria umida e appiccicosa di questa fine estate sento un'inquietudine che viene da lontano, dal profondo. Se ripenso agli ultimi mesi, mi rendo conto di non avere neppure un ricordo, come se non avessi vissuto. Buffo, ma a tratti sconvolgente. A volte mi capita di pensare che in fondo tutto sia stato come una lunga e faticosa scalata, una corsa a perdifiato, una lotta contro il tempo, presi dalla frenesia di arrivare. Ed infine ecco la cima e li, scoprire che quella che da fondo valle sembrava il tetto del mondo, non è altro che una cima qualsiasi, mentre le montagne da superare ancora, si estendono a perdita d'occhio. Ora mi sento così, raggomitolato sulle pendici di un monte a pochi passi dalla cima, con la paura di scoprire che cosa c'è appena al dilà, appena oltre, rispetto a dove mi trovo ora. La paura di dover ricominciare un'altra scalata, di inseguire un altro sogno, la paura di appendere ad un'altro aquilone le mie speranze e di lasciarle con esso, librarsi libere nel vento. E' la paura, di crescere, di essere, di diventare. Perché se c'è una cosa che ho capito di me, è che nonostante tutto mi porto appresso sempre le stesse paure, le stesse angosce. In un destino indecifrabile lascio che sia la vita a decidere, lascio che siano le onde del mare e la luce del sole a darmi forza necessaria, lascio che siano le stelle a rischiarare il mio cammino, lascio la musica di questo pianoforte, a cullarmi nella notte.
Lascio che siano queste parole, incrociate quasi per caso, mentre silenzioso avanzavo al buoi, a dare un senso, a quello che sarà.

Spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l'incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.
Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio e la nuvola e il falco alto levato

Eugenio Montale - Ossi di Seppia, 1925


Vincent Gregory nous.splinder.com/
On Air: Pink Floyd - Us and Them (Piano cover, by Antonello)
Categories: riflessioni
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Blog On line: 30 Novembre 2006
About This Blog
Bene e male, luce ed ombra, vita e morte, il tutto e il niente.. Gli opposti si attraggono, si cercano, si compenetrano.
E' inevitabile. Il bianco e il nero siamo noi, chi scegliamo di essere. Se ci è data una scelta. Ma oltre al grigiore della nostra vita c'è qualcosa in più. C'è qualcosa che sfugge a questa dicotomia assoluta.. Lo sento... Lo spero...
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Come qualsiasi ragazzo di quest'epoca post-moderna e intrisa di cultura occidentale votata al consumismo le mie passioni sono standard: a tutti piace ascoltare musica, usare moderne tecnologie (pc, internet, fotocamera), viaggiare, leggere, suonare, andare al cinema, stare con gli amici... fare una vita di comodo, essere per quanto possibile liberi di scegliersi. Oltre a ciò amo la pittura moderna, il minimalismo, il silenzio, la notte stellata e calma, il profumo del mare, portato dal vento. Gli occhi neri, che sprigionano uno sguardo intenso e misterioso, la devozione dei cani, Magritte, l'introspezione, le magnolie coi loro candidi fiori.
Hate
Me stesso, con i miei difetti che non riesco a non considerare. Il mio pessimismo e la mia sfiducia nella vita, la mia passività di fronte a troppe cose, i miei limiti. Oltre a quello che ogni persona di buon senso odia, non sopporto l'arte barocca, i luoghi troppo affollati e caotici, la televisione spazzatura, la superficialità, la grettezza delle persone che usano la prepotenza e alzano la voce.. ecc..
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